Attivismo al femminile: donne che sanno comunicare

Pamela Naomi Pederzani 7 Aprile 2020

Attivismo al femminile: donne che sanno comunicare

Sono molte le donne che negli ultimi anni hanno contribuito a trasformare la condizione femminile nella società, e che incoraggiano al cambiamento attraverso i loro gesti ma, soprattutto, le loro parole.

Nonostante le tematiche affrontate siano differenti, tutte sono impegnate in un attivismo sociale.

MONICA LEWINSKI

Sono passati 21 anni dalla confessione di Bill Clinton circa la sua relazione con Monica Lewinski. Era il 17 agosto 1998 e l’allora presidente degli Stati Uniti ammetteva di aver avuto “relazioni fisiche improprie” con la stagista della Casa Bianca, oltre ad aver “fuorviato il popolo” riguardo il loro rapporto.

Questo errore di gioventù ha trascinata Monica in un ciclone politico, legale e mediatico senza precedenti, in seguito alla diffusione di registrazioni telefoniche in cui parlava con un’amica del suo rapporto con il Presidente. Complice l’avvento della rivoluzione digitale, la Lewinsky si è vista trasformata, nel giro di poche ore, in personaggio pubblicamente umiliato in tutto il mondo, diventando una delle prime vittime di cyberbullismo.

Oggi la Lewinsky riflette e lo fa alla luce delle tante storie e denunce emerse dopo il caso Weinstein, e si pone in prima linea a difesa di chi, attraverso il web, viene insultato, abusato o umiliato. Attraverso tweet, video e campagne social, riesce a denunciare la cultura dell’umiliazione che caratterizza il web al giorno d’oggi.

In un’intervista del 2015 alla TED Conference, esprime la sua solidarietà verso il movimento #MeToo, iniziativa femminista contro le molestie sessuali e la violenza sulle donne, del quale apprezza la forza ed il coraggio di andare contro credenze connaturate e retaggi.

GRETA THUNBERG

Una donna che ha saputo utilizzare il web sapientemente è sicuramente Greta Thunberg. Il suo attivismo volto alle tematiche ambientali è nato proprio sui social, attraverso i quali ha lanciato il Movimento Fridays for Future, a cui hanno aderito migliaia di studenti in tutto il mondo: in moltissime città si sono svolti scioperi per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sui problemi legati al cambiamento climatico.

Greta Thunberg non si è però fermata qui: l’eco delle sue azioni l’ha portata al tavolo con i vertici della politica mondiale, e nel 2018 ha tenuto un discorso alla COP24, la conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite.

La nostra casa è in fiamme è il titolo del suo libro, nel quale paragona il disastro ambientale ad un incendio nella propria abitazione, e con cui racconta com’è nato il suo interesse verso questo tipo di problematiche.

BEATRICE VIO

Conosciuta come Bebe Vio, è una delle atlete paraolimpiche italiane più note ed influenti, e la prima al mondo a gareggiare con protesi a tutti e quattro gli arti.

Attraverso il web, cerca di trasmettere il messaggio che bisogna dare valore alla diversità attraverso l’#SiateSpeciali. A seguito della malattia che le ha portato via braccia e gambe, ha saputo trarre dalle sue mancanze la forza per alimentare la carica inesauribile della vita.

Insieme alla famiglia, ha anche fondato una Onlus che ha la missione di garantire ai bambini protesi di arti per permettergli di integrarsi nella società attraverso lo sport.

LUCIA ANNIBALI

È la sera del 16 aprile 2013. Lucia sta rientrando a casa quando un uomo spalanca la porta dall’interno. Le tira dell’acido in faccia, e sarà l’ultima persona a vedere il suo viso senza sfregi.

È solo una delle tante vittime di violenza sulle donne, ma ha saputo reagire alla tragedia diventando un’eroina contemporanea. Oggi Lucia Annibali ha accantonato la professione di avvocato per una collaborazione a livello ministeriale su un progetto antiviolenza, e porta il suo contributo per fermare il dilagare del femminicidio e incoraggiare alla prevenzione: riconoscere i primi segnali negativi in un rapporto di coppia e parlarne con qualcuno di cui ci si fida.

Per raggiungere questo obiettivo ed educare al rispetto verso la figura femminile, è riuscita a far trasformare la sua storia in una serie televisiva dal titolo Io ci sono, tratto dall’omonimo libro, che viene proiettato anche nelle scuole come strumento educativo.

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