Facebook e l’emergenza Coronavirus

Pamela & Michela 7 Aprile 2020

Facebook e l’emergenza Coronavirus

Sono settimane difficili per l’Italia e tutto il resto del mondo. L’espansione del Coronavirus, e la conseguente chiusura di locali e strutture, hanno costretto le persone a restare a casa, per cercare di diminuire i contagi quanto più possibile. Gli incontri con amici e parenti sono diventati, di conseguenza, vietati, ma le persone hanno trovato metodi alternativi per sentirsi e vedersi, anche solo virtualmente.

Mark Zuckerberg racconta in un’intervista che i numeri di utilizzo di Facebook e Whatsapp sono aumentati drasticamente nelle ultime settimane, ma nonostante questo il suo team lavora costantemente per garantire la massima efficienza dei Social Network.

Decine di medici e professionisti, infatti, veicolano messaggi di informazione e aggiornamento proprio tramite queste piattaforme, che non ricoprono quindi solo un ruolo ludico, ma anche e soprattutto un impegno sociale.

Mark Zuckerberg, durante una conferenza telefonica con i rappresentanti della stampa internazionale per presentare il Coronavirus (COVID-19) Information Center, ha parlato del fatto che d’ora in avanti, in cima al newsfeed di Facebook, apparirà un banner con i link alle ultime notizie sul Coronavirus, con dati aggiornati, indicazioni e consigli. Tutto questo ha lo scopo di prevenire la diffusione di fake news e bufale, ed evitare quindi comportamenti sbagliati da parte di tutta la popolazione.

L’iniziativa del Coronavirus Information Center viene avviata qui da noi, in Francia, Germania, Spagna e Inghilterra. Aggiornamenti in tempo reale dalle autorità sanitarie nazionali e internazionali, assieme ad articoli utili, video e post dedicati alle precauzioni da prendere. Ed è probabile che presto verrà resa disponibile anche negli Stati Uniti.

In più, la piattaforma Workspace sarà messa a disposizione gratuitamente per governi e servizi di emergenza per i prossimi 12 mesi.

Su Whatsapp c’è una guida per operatori sanitari, educatori, governi e imprese locali che utilizzano l’applicazione di messaggistica per comunicare. 

A questo si aggiungono spazi pubblicitari gratuiti messi a disposizione delle organizzazioni che si impegnano in campagne educative destinate in modo speciale a quei territori maggiormente colpiti dal coronavirus.

Inoltre, è stato lo stesso Mark Zuckerberg ad annunciare che l’azienda aggiungerà 20 milioni di dollari alle donazioni già raccolte dalla community, destinandoli ad iniziative di prevenzione e contenimento del contagio.

Il CEO di Facebook ha inoltre espresso il suo appoggio e la sua ammirazione verso l’Italia: “Gli USA e altri Paesi possono imparare dalla vostra esperienza come fare per rallentare il contagio ed evitare di riempire i reparti di rianimazione negli ospedali. L’Italia è un esempio da seguire, e io voglio offrirvi il mio personale riconoscimento per come vi state impegnando per superare tutto questo. L’Italia è sempre nei miei pensieri.”

Oltre due milioni di persone nei giorni scorsi hanno postato messaggi di appoggio per la situazione che l’Italia sta vivendo, esprimendo la propria solidarietà con messaggi quali “Andrà tutto bene” o “Io resto a casa”, per rimanere uniti e farsi forza a vicenda. 

Ma che ruolo avrà Facebook nella condivisione delle informazioni con i Governi?

A questa domanda, Zuckerberg risponde così: “Per ora si sta parlando di fornire dati anonimi sulla posizione degli utenti ad organizzazioni sanitarie internazionali per costruire delle mappe utili per identificare la diffusione di una malattia. Non ci sono richieste di altro tipo, al massimo alcuni governi ci hanno domandato di diffondere informazioni utili così da combattere la diffusione di notizie fasulle. Sempre su questo fronte stiamo anche collaborando con altre aziende del settore hi-tech”.

Il Coronavirus quindi, oltre a rappresentare una tragedia universale, può essere anche l’occasione per Mark Zuckerberg di dimostrare il suo interesse verso gli utenti, per la loro tutela, e di contribuire alla verità e al benessere delle persone.

In questi ultimi tempi, l’Italia sta dimostrando come mai prima d’ora di poter restare unita, anche con iniziative volte ad alleggerire, se possibile, il peso della situazione, e di aiutare a vivere un po’ più serenamente questo periodo di distanza sociale.

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