Facebook: l’intelligenza artificiale dei bot ha sviluppato una propria lingua

Alice Tarantola 28 Novembre 2018

Facebook: l’intelligenza artificiale dei bot ha sviluppato una propria lingua

Negli ultimi mesi Facebook stava portando avanti una sperimentazione riguardo l’intelligenza artificiale fermata poche ore fa in seguito ad un evento che ha stupito tutti: gli ingegneri di Facebook hanno bloccato i loro studi sull’ AI dopo che i bot hanno sviluppato una propria lingua e hanno iniziato a comunicare tra di loro.
Alcuni tabloid britannici hanno affermato che questa tecnologia potrebbe avere un effetto letale se iniettata in robot militari.
In molti temono una rivoluzione robotica, con l’avvenire di droidi assassini, AI dannosi fino ad arrivare addirittura allo sterminio umano.

 

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Questo avvenimento improvviso ha chiaramente generato una leggera inquietudine in rete nelle ultime ore, ma quello che è realmente accaduto non è affatto preoccupante.
Due bot sono stati improvvisamente spenti da Facebook perché impazziti e diventati in grado di parlare e comprendersi in una lingua a noi sconosciuta. I due bot, Bob e Alice, sono stati creati per portare a termine uno scenario di collaborazione: la suddivisione di oggetti da portare a termine con una contrattazione uno contro uno.
Durante l’esperimento, il dialogo avanzava in lingua inglese ma improvvisamente i bot hanno iniziato a basare i propri scambi di dialogo su un idioma inesistente.

 

L’avvenimento, nonostante non fosse cosi preoccupante, ha scatenato il totale panico in rete con sospetti di cospirazione dal mondo dei robot.
In realtà non c’era nessun intento maligno da parte di Bob e Alice, ma un semplice errore di programmazione da parte degli ingegneri di Facebook. L’errore è avvenuto in quanto I bot sono stati lasciati liberi di ispirarsi uno all’altro, trovando più semplice deviare dal lessico che conosciamo noi per ripiegare su un’alternativa per loro più efficiente.
I responsabili dell’esperimento inoltre affermano di aver interrotto l’esperimento esclusivamente perché lo scopo finale era quello di ottenere bot in grado di contrattare con esseri umani, quindi in grado di comunicare nella loro stessa lingua.
L’esperimento dunque non è terminato ma dovrà essere studiato più nel dettaglio per il futuro.

 

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