“La Lombardia è pronta”: l’ennesimo tentativo di nascondere i propri errori

Pamela Naomi Pederzani 12 Maggio 2020

“La Lombardia è pronta”: l’ennesimo tentativo di nascondere i propri errori

Nonostante i 14mila morti e 600 pazienti ancora in terapia intensiva, Regione Lombardia ha deciso di realizzare un video in cui si dice “Pronta a ripartire”. Si tratta di uno spot dal tono motivazionale, con un voice-over che ricorda quello dei trailer di film americani, e un’alternanza di scene di anziani e di ambulanze.

«Ci ha colpito una tempesta improvvisa, per questo ci siamo fermati e abbiamo cambiato le nostre abitudini. Ha prevalso la responsabilità e il senso del dovere, abbiamo combattuto e non ci siamo arresi. Adesso è il tempo di ripartire, di tornare a lavorare per il futuro, ricordando ciò che abbiamo imparato. C’è tanto da fare e lo faremo insieme. La Lombardia è pronta» recita lo spot.

La verità è che questo video di poco più di un minuto, pagato interamente con i soldi dei cittadini, non è altro che l’ennesimo, goffo, tentativo di rilancio d’immagine da parte di una regione, la Lombardia, che dall’inizio della pandemia ha commesso una serie di errori imperdonabili, in cui il messaggio che viene lanciato è sempre lo stesso: “La Lombardia è pronta. Adesso è il tempo di ripartire.” Con una media di 200 decessi al giorno, cosa sia esattamente pronta a fare la Lombardia in una situazione del genere resta, a tutti gli effetti, un mistero.

REGIONE LOMBARDIA: L’INIZIO DELLA FASE 2

Il video, lanciato per dare inizio alla Fase 2, non funziona. I motivi sono molteplici, ed oggi vogliamo analizzarne qualcuno.

Dopo il periodo di quarantena, ciò che abbiamo imparato ad apprezzare di più è la spontaneità e la naturalezza. Questo video, invece, appare troppo finto e, per questo, non arriva alle persone. È uno spot ricco di frasi banali, immagini scontate e antiche, e slogan vuoti, e ciò ci infastidisce parecchio. Sembra che Regione Lombardia, attraverso questo spot, voglia semplicemente auto-elogiarsi, mentre l’isolamento ci ha offerto tantissimi spunti interessanti per la condivisione di cose utili da fare e attività da imparare. Questo video, quindi, risulta fuori luogo e del tutto inutile.

TENTATIVO DI NASCONDERE I PROPRI ERRORI?

Questa è una scena già vista: all’inizio della pandemia anche Milano aveva lanciato un video simile, con l’hashtag #Milanononsiferma. Anche nel caso di Regione Lombardia, lo spot sembra solo una finta rassicurazione per nascondere tutti gli errori commessi durante l’epidemia ed evitare ancora una volta di prendersi le proprie responsabilità.

I commenti sui social dopo il lancio del video sono stati negativi ma realistici.

 “Ma la Lombardia è pronta dove? Oltre il video stupendo c’è il virus ancora attivo. Io non mi muovo. Se non per necessità urgenti.”, “Personalmente non metterò piede fuori casa se non per le necessità non derogabili. Ci tengo sia alla mia salute che a quella dei miei cari quindi, prima viene la salute e poi l’economia. Chi vuole fare il gioco al massacro, lo faccia insieme a chi ci sta”, aggiunge Paolo. E soprattutto c’è chi, come Barbara, reclama la necessità di condurre più tamponi sulla popolazione per testare l’effettiva dimensione del virus: “Basta propaganda. Vogliamo essere visitati, vogliamo tamponi”.

LE PERPLESSITÀ SULLA RIAPERTURA

Sembra che l’opinione diffusa sia che la data scelta per la riapertura sia stata prematura, dato il numero ancora elevato di decessi giornalieri e di ricoverati in terapia intensiva. La paura è che la fretta di riaprire le attività porterà all’ennesima ricaduta, e ci vedremo costretti a chiudere nuovamente tutto.

E la mente, inevitabilmente, torna alle tante campagne mediatiche e politiche “aperturiste” a cui abbiamo assistito in Lombardia nell’ultimo mese e mezzo, da parte di destra e sinistra senza distinzioni, i cui risultati sono drammaticamente sotto gli occhi tutti. Una frase del video in particolare resta impressa: “Ricordando ciò che abbiamo imparato”, e più la ascolti, più ti rendi conto che no, non abbiamo davvero imparato nulla dal Coronavirus.

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