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Soffocamento George Floyd: la goccia che ha fatto traboccare il vaso

Flavio Cremonesi 8 Giugno 2020

Soffocamento George Floyd: la goccia che ha fatto traboccare il vaso

Era il 25 maggio quando insieme al mondo intero assistevamo al soffocamento di George Floyd.

La storia è questa: un afroamericano viene arrestato dalla polizia di Minneapolis, reo di aver comprato un pacchetto di sigarette con una banconota falsa.
Potrebbe sembrare un fermo qualsiasi se non fosse che l’agente Chauvin per ben 8 minuti e 46 secondi decide di tenere la propria gamba sul suo collo. Di fatto finendo per soffocarlo.

SOFFOCAMENTO GEORGE FLOYD: L’AMERICA E LE VIOLENZE

Un’inaudita violenza, quasi inimmaginabile.

Quando nel 2020 diciamo che la tecnologia è a portata di mano, lo è davvero perché anche in questo caso è bastato che un passante (una 17enne per la precisione) estraesse il proprio smartphone e riprendesse la scena.
Video che immediatamente è diventata virale in tutto il mondo nel giro di poche ore provocando tra le persone sgomento e rabbia.

Nel filmato che circola possiamo vedere chiaramente l’agente che sdraia a terra Floyd, lo ammanetta ed esegue su di lui la manovra del “ginocchio sul collo”: una posizione che in moltissimi stati sappiamo essere stata assolutamente vietata agli agenti poiché ritenuta troppo pericolosa.

Questo tipo di immobilizzazione deve essere infatti, da manuale, usata solamente qualora la persona resista in modo veemente all’arresto, ma vedendo le riprese non è la situazione.

Da questo momento iniziano 8 minuti e 46 secondi di ininterrotta agonia in cui più e più volte sentiamo gli “I can’t breath”. Più volte l’arrestato chiede di essere liberato proprio a causa del suo non riuscire a respirare.

Ma nulla. La brutalità gratuita persiste ben oltre il momento in cui George Floyd perde conoscenza, terminando solo con l’arrivo di un’ambulanza su cui vediamo, esanime, viene caricato.

LE IMMEDIATE RIVOLTE

Passano veramente poche ore dall’arresto e dalla brutalità appena accaduta che inizia a diventare virale in tutto il mondo il video, raccogliendo in men che non si dica milioni di visualizzazioni; ma non ci si ferma qui.

Gli americani esasperati dalla situazione da sempre esistente di forte discriminazione razziale si sentono toccati nel pronto, e ciò porta ad avere enormi proteste.
Si parte con alcune centinaia di persone in piazza per passare a migliaia nel giro di brevissimo.
Iniziano ad animarsi gli scontri, diventando non più un fenomeno locale ma di interesse nazionale e non solo, addirittura globale.

Il soffocamento di George Floyd è stata effettivamente la goccia che ha fatto traboccare il vaso, facendo una volta per tutte venire alla luce tutta quella serie di ingiustizie, specialmente a sfondo razziale che per troppo tempo hanno caratterizzato gli USA.

Non è ammissibile che nel 2020 accadano cose di questo tipo, che ci sia una discriminazione così dura e oppressiva.
Gli americani, specialmente quelli delle generazioni più giovani, questo l’hanno capito o lo stanno comunque iniziando a capire.

Non sono più disposti a tollerare situazioni simili, non sono più disposti a tollerare che una persona venga uccisa brutalmente per aver comprato un pacchetto di sigarette con una banconota falsa. Ma sopratutto non è accettabile che una persona nera venga uccisa solo per il proprio colore della pelle.

TRUMP E LA SEMPRE PACATA DEMOCRAZIA RISOLUTRICE

Gli scontri sempre più accesi portano ad un enorme utilizzo di forze di polizia, a stabilire degli orari di coprifuoco e addirittura costringono i servizi segreti a rinchiudere per un certo periodo di tempo Trump nell’inaccessibile bunker sotterraneo della Casa Bianca.

Situazione di terrore in cui il rinomato presidente democratico decide di utilizzare la comunicazione nel peggiore dei modi twittando all’impazzata, arrivando anche a questa affermazione:
“oltrepassare le linee dello Stato per incitare alla violenza è un crimine federale! I governatori e i sindaci liberali devono essere più duri o il governo federale interverrà e farà quello che va fatto, compreso l’uso del potere illimitato del nostro esercito e numerosi arresti. Grazie”.

Si parla di potere illimitato: un modo peggiore per aizzare un popolo già esausto non poteva esserci; 

Si arriva addirittura ad ipotizzare uno schieramento dell’esercito, ma allo stesso tempo numerosissimi agenti solidarizzano con i civili unendosi alle proteste.
Questo a dimostrazione del fatto che uno spregevole comportamento di un collega non etichetta l’intero corpo; (mai più vero fu il detto “non fare di tutta l’erba un fascio”).

QUANDO UN SOFFOCAMENTO DIVENTA SOLIDARIETÀ MONDIALE

Il risvolto mediatico della vicenda ha dell’incredibile perché è diventata una mobilitazione globale e universale contro il razzismo, contro le ingiustizie. Diverse infatti le manifestazioni in tutto il mondo, Italia compresa.

Diventa di fatto un invito a tutti ad eliminare questi ormai obsoleti stereotipi.
Infatti, oggi più che mai la società sente la necessità di questo cambiamento venuto proprio dalla base.

L’enorme (e giustissima) mobilitazione deve essere per noi tutti il punto di partenza su cui poi pensare di costruire la società del domani.

Una società che sia caratterizzata, come vorremmo, da molte meno disparità ed stereotipi razziali, ma ciò non deve essere solo un proclamo di qualche giorno.
Deve essere la base, ogni momento bisogna resistere e combattere queste ingiustizie, partendo anche dove possibile dal proprio “orticello”.

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